La Fondazione Bruno Kessler sceglie la tecnologia Open Voice di Klarya ed i telefoni snom per la propria infrastruttura di rete VoIP
La Fondazione Bruno Kessler (FBK) è il centro di ricerca della Provincia Autonoma di Trento che opera nel campo scientifico, tecnologico e delle scienze umane. Con i suoi oltre 350 ricercatori, 220 tra studenti tesisti, dottorandi e visiting professor, otto centri ricerca internazionali, sette laboratori (tra cui MT-LAB per la progettazione e la produzione di dispositivi in silicio), 30 tra spin-off, start-up e partecipate, due biblioteche specializzate in pubblicazioni scientifiche con 225.000 volumi, la FBK svolge attività di ricerca principalmente negli ambiti delle Tecnologie dell'Informazione, dei Materiali e Microsistemi, degli Studi Storici italo-germanici e delle Scienze Religiose con gli obiettivi di svolgere ricerca riconosciuta a livello internazionale, perseguire risultati applicativi in aree selezionate di valenza strategica per il territorio, sviluppare, valorizzare e disseminare i risultati di ricerca, promuovere l’innovazione sul territorio trentino.
Nel corso del primo semestre del 2012, FBK ha realizzato, con la consulenza tecnica di Klarya, società del Gruppo ATS (www.gruppoats.it), una piattaforma VoIP completamente ridondata e progettata per garantire la business continuity ai circa 700 utenti della Fondazione.
Abbiamo chiesto a Marco De Rosa, responsabile dell’Innovazione Tecnologica in FBK, i motivi che hanno indirizzato questa scelta: “Dopo un rigoroso processo di analisi, valutazione del mercato e progettazione, abbiamo deciso di realizzare la nostra infrastruttura di rete VoIP con la tecnologia Open Voice sviluppata da Klarya. Come client abbiamo scelto telefoni SNOM, ma utilizzeremo il sistema anche attraverso terminali mobili, come smartphone e tablet di ultima generazione. Sfrutteremo la tecnologia Open Voice anche per il collegamento con la rete VoIP della Provincia di Trento. Nella scelta di Open Voice sono state determinanti le garanzie offerte in termini di robustezza, affidabilità e possibilità di configurazione in ridondanza, oltre che la flessibilità e l'utilizzo di protocolli e standard aperti. Il nostro obiettivo – conclude De Rosa - non era infatti solo quello di sostituire l'attuale infrastruttura, ma anche quello di offrire ai nostri utenti servizi affidabili e innovativi".

